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IL CURRICOLO VERTICALE

Premessa


Nel tentativo di concretizzare un curricolo verticale sempre più completo e rispondente alle esigenze dell’utenza, il nostro Istituto ha ritento necessario definire il coordinamento dei curricoli, sia sul piano teorico che su quello metodologico-operativo, come indicato anche nell’art.11 della legge 12.02.98 n° 21
“La continuità educativa e didattica ha lo scopo di promuovere un percorso formativo unitario in grado di contribuire a uno sviluppo organico dell’esperienza educativa dell’alunno. Alla realizzazione della continuità educativa e didattica contribuisce, con pari dignità e in ragione delle specifiche finalità, l’azione delle scuole di ogni ciclo.”.
La continuità nasce dall’esigenza primaria di garantire il diritto dell’alunno ad un percorso formativo organico e completo, che promuova uno sviluppo articolato e multidimensionale del soggetto il quale, pur nei cambiamenti evolutivi e nelle diverse istituzioni scolastiche, costruisce la sua identità.
Coerentemente con la C.M. 339/92, con le direttive ministeriali della Legge 28 marzo 2003 n° 53 e successive norme applicative e con riferimento all’Atto di Indirizzo dell’ 8 novembre 2011
“proseguire e sviluppare le azioni di orientamento scolastico ..., di educazione alla cittadinanza e alla legalità, di contrasto alla dispersione scolastica”, “Continuare a favorire il passaggio da un modello di scuola che introduce l’innovazione nella pratica educativa sia attraverso l’impiego delle nuove tecnologie, sia con i nuovi insegnamenti trasversali riconducendo l’ attività didattica quotidiana quale vero oggetto dell’azione di miglioramento e valutazione” ,
il nostro Istituto si pone l’obiettivo primario di perseguire, accanto alla continuità orizzontale, anche quella verticale.
La ricerca di coordinamento dei curricoli riguarda entrambi i versanti del curricolo stesso: il programma e la programmazione; si tratta infatti di individuare linee culturali comuni su cui lavorare in modo coordinato rispettando, tuttavia, le differenziazioni proprie di ciascun ordine di scuola.
Il modello di possibile traduzione operativa che l’Istituto ha elaborato, parte dall’individuazione preventiva di finalità ed obiettivi generali (che appartengono alle programmazioni delle tre sezioni dell’I.C.) per poi arrivare alla successiva specificazione di tali obiettivi generali in obiettivi specifici (corrispondenti alla peculiare strutturazione dei contenuti e delle attività delle scuole stesse).
In riferimento alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa alle Competenze chiave per l’apprendimento permanente “Per adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido mutamento e caratterizzato da forti interconnessioni, ciascun cittadino dovrà disporre di un’ampia gamma di competenze chiave, una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto.”
pertanto si è cercato:
• di individuare i saperi essenziali adeguati cognitivamente agli studenti delle varie età, mettendo al centro l’alunno e il suo apprendimento, valorizzando le discipline come strumenti di conoscenza
• di progettare un percorso rispondente alle diverse esigenze per garantire la parità e l’accesso anche a coloro che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità educative.
Molte competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito, favoriscono la competenza in un altro.
La competenza fondamentale nelle abilità del linguaggio, della lettura, della scrittura, del calcolo, nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e nell’imparare a d imparare è trasversale a tutte le attività di apprendimento. Sono comunque state individuate come “essenziali” le competenze:
- competenze sociali, (esistenziali, relazionali e procedurali) con attenzione all’ educazione alla cittadinanza, basata sulla conoscenza dei propri diritti e doveri come membri di una comunità e sull’impegno ad esercitarla con la capacità di gestione costruttiva dei sentimenti;
- competenze trasversali (non riferibili direttamente ad una specifica disciplina) quali comunicazione, pensiero critico, creatività, motivazione, iniziativa, capacità di risolvere problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni, lavoro di gruppo e soprattutto “apprendere ad apprendere”,
La scuola dell’autonomia ha spostato la progettazione curricolare dall’ambito ministeriale a quello delle singole realtà scolastiche. Il presente documento è la sistemazione della didattica nell’ambito della nostra scuola. Frutto di lavoro e del coinvolgimento di tutti i docenti il curricolo costituisce l’unico elemento di riferimento cui gli insegnanti, i genitori e gli alunni devono riferirsi. Il curricolo, infatti, elabora la progettazione curricolare della scuola riferendosi alle Indicazioni nazionali (allegate al d.lgs 59/2004) e alle Indicazioni per il curricolo (D.M. 31 luglio 2007) e sostituiscono in tutto e per tutto i vecchi programmi ministeriali.
Un lavoro corale di questa portata rende necessaria una prassi condivisa, che abbia nella verticalità il suo punto di raccordo tra i diversi ordini di scuole e le diverse organizzazioni didattiche. La coesione dell’Istituto trova in questa verticalità la sua forza costitutiva.

link Indicazioni Nazionali 2012

INDICAZIONI NAZIONALI - nuovi scenari

LE COMPETENZE

 Il CORE CURRICOLO

Obiettivi minimi primaria

CURRICOLO VERTICALE documento 2016/2017

Obiettivi minimi disciplinari scuola secondaria di primo grado

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